Telelavoro


Normativa di riferimento

Nozione

Per telelavoro si intende la prestazione effettuata, con uno strumento telematico, topograficamente al di fuori dell’azienda su incarico e/o nell’interesse della quale la prestazione è svolta. Piuttosto delicato è l’inquadramento giuridico del telelavoro, che non è una forma di lavoro da affiancare alle tradizionali categorie del lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato, ma un modo d’esplicazione dell’attività trasversale rispetto a dette categorie.

Caratteristiche

Gli elementi che caratterizzano il telelavoro sono:

Esistono forme diverse di telelavoro, legate al luogo in cui esso è svolto:

Inoltre in base all’organizzazione tecnica avremo il telelavoro on - line e off - line.
Dal punto di vista della durata di svolgimento, il telelavoro si classifica in:

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Alcuni dati in merito all’applicazione
del Telelavoro

Fonte: sito del Dott. Di Nicola docente all’università La Sapienza di Roma

Vantaggi & Svantaggi del Telelavoro

I Vantaggi per i datori di lavoro si traducono in un incremento di produttività individuato intorno al 10% - 40%, grazie a un risparmio del tempo del viaggio dei lavoratori e minori interruzioni rispetto a quelle che si presentano nell’ambiente di lavoro oltre ad ottenere una loro maggiore motivazione grazie alla superiore responsabilità di cui sono investiti.
Vi è inoltre la possibilità di trattenere profili professionali nel caso di maternità o trasferimento del dipendente in altra zona. Il telelavoro attraverso strumenti informatici, offre loro l’opportunità di continuare a lavorare per l’azienda.

E’ garantita anche una flessibilità organizzativa poiché in caso di ristrutturazione, riorganizzazione, i dipendenti possono continuare ad operare tranquillamente, inoltre si riesce a far fronte a picchi di lavoro senza che il personale interessato sia costretto a viaggiare.
Gli Svantaggi invece possono essere riassunti nella difficoltà di gestione dei lavoratori distanti con un’eventuale rischio di perdita del senso di appartenenza del lavoratore.
Tale formula lavorativa richiede anche una riorganizzazione dei processi aziendali che portano un aumento di costi sostenuti dall’azienda e nell’eventuale conflittualità che si potrebbe instaurare tra i dirigenti e i capi intermedi.

I Vantaggi per i lavoratori sono stati individuati nella riduzione di tempi e costi di viaggio, migliore conciliazione tra famiglia e lavoro potendo operare da casa e quindi partecipare facilmente alle responsabilità familiari, oltre all’opportunità di avere un orario flessibile che consente ai soggetti di adattare la giornata in base alle proprie esigenze.
Gli Svantaggi sono identificati in una minore visibilità da parte dei vertici aziendali che riduce le possibilità di carriera del dipendente.
Inoltre il telelavoro porta spesso un isolamento dell’addetto dalla vita aziendale e sociale con diminuzione delle occasioni di aggiornamento informale, cioè derivanti dagli scambi di osservazioni e informazioni con i colleghi. Infine un ulteriore rischio è rappresentato da un eventuale sovraccarico di lavoro domestico a cui l’interessato non riesce a far fronte.

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Alcuni esempi di buone prassi nell’applicazione del Telelavoro

Fonte: sito sul telelavoro

Il telelavoro è nato negli Stati Uniti (6) agli inizi degli anni settanta, molte organizzazioni canadesi del settore pubblico e privato, hanno sperimentato e riconosciuto i benefici del telelavoro Qui di seguito verranno riportati alcuni esempi di tali aziende:

AZIENDA  
IBM Ha documentato riduzioni del 40 – 60% dei costi degli immobili per luogo di lavoro. Per la prima volta nella sua storia, la produttività, la soddisfazione del cliente e la soddisfazione del datore di lavoro sono tutti aumentati. (…) i telelavoratori sono stati fino al 50% più produttivi.
LANARK COUNTRY ONTARIO Migliaia di residente della Contea Lanark spendono circa tre mesi all’anno facendo i pendolari dalla regione Ottawa-Carleton. Per aiutare i suoi residenti a ridurre il pendolarismo e allo stesso tempo approfittare dello stile di vita pacifico e rilassato di Lanark, il Lannark Communications Network ha implementato un notevole progetto di telelavoro che collegherà i residenti al resto del mondo (…).
NORTEL Circa 3100 dei 73000 impiegati di tale azienda telelavorano in tutto il mondo. Circa 950 sono nel suo quartier generale di Ottawa. Una relazione sul programma ha rilevato un incremento del 45% nella soddisfazione del lavoro e un significativo aumento della produttività.

Fonte: sito del Dott. Di Nicola docente all’università La Sapienza di Roma

Da alcuni anni l’Europa sta promuovendo questa nuova forma di impiego sostenendo dei progetti ad hoc per favorirne la divulgazione.

Anche la Pubblica Amministrazione italiana ha realizzato progetti di telelavoro, in particolar modo chi ha accolto questa nuova tipologia organizzativa sono stati:

  • Il Comune di Roma
  • Il Comune di Venezia
  • Il Comune di Napoli
  • Il Comune di Cuneo
  • Il Comune di Novara
  • La Provincia di Bolzano
  • La Provincia di Perugia
  • La Provincia di Como
  • La Regione Lombardia
  • La Regione Emilia-Romagna
  • La Regione Basilicata
  • L’INPS
  • L’ENPACL
  • L’ITEA
  • L’ASTER BO
  • La C.C.I.A.A. MILANO
  • L’Istituto Nazionale
  • Ricerca sul Cancro di Genova
  • Il Ministero Trasporti

L’esperienza del Comune di Cuneo è quella che per ovvie ragioni ci interessa più da vicino, ecco perché qui di seguito verrà riportata la testimonianza dei dipendenti che utilizzano il telelavoro.

Dal settimanale cuneese “La Guida” del 27 febbraio 2004:

“Lorella Morando, di Dronero e Maria Bruna Pirra di Bombonina sono le due dipendenti del comune di Cuneo che vivono l’esperienza del telelavoro. Un giorno alla settimana, anziché raggiungere l’ufficio al secondo piano del palazzo comunale, restano a casa e grazie alla disponibilità di un computer portatile fornito loro dall’amministrazione e messo in rete, svolgono la loro attività. Entrambe si occupano di paghe e contributi.

‘Ho chiesto di sperimentare il lavoro a domicilio – ci racconta la Morando, sposata, con un figlio di 13 anni -–nel 2001. Sono stata accontentata e, da allora, il martedì, non vengo in città, ma rimango a casa. Sono soddisfatta, tanto che ho già espresso la disponibilità ad aumentare i giorni di attività domestica. Il mio rapporto è part-time.(…)’
Per Maria Bruna Pirra, le motivazioni sono diverse. ‘Riesco a gestire meglio il mio tempo – spiega – inizialmente non sono stata attratta dalla sperimentazione. Poi, vedendo la collega che opera nella scrivania accanto alla mia, ho deciso di dare la disponibilità. Non raggiungo l’ufficio il venerdì. Preferirei non aumentare i giorni di telelavoro, perché ho bisogno del contatto umano e mi fa bene uscire di casa. Rimanerci troppo a lungo mi farebbe sentire isolata.’

(…) Com’è organizzata l’attività? ‘Concordiamo con il capoufficio le mansioni da svolgere – dicono le due impiegate – portiamo a casa il materiale cartaceo che ci occorre e, per le altre notizie, attingiamo direttamente al server del comune. Tra le pareti domestiche siamo più concentrate e la resa è superiore rispetto all’ufficio, dove si devono svolgere altre mansioni., come rispondere al telefono o dare spiegazioni ai colleghi che vengono per chiarimenti. Ci piace il fatto di poter gestire un orario flessibile, a volte alzandoci di buon’ora la mattina, oppure approfittando del sabato e della domenica. Man mano che abbiamo concluso una tranche di lavoro lo trasmettiamo in Municipio.’
Com’è stata accolta la vostra iniziativa in famiglia? ‘Vivo da sola – racconta Maria Bruna Pirra – ma ho i genitori che abitano accanto a me. (…) Erano disorientati, stupiti non abituati a vedermi impegnata nelle normali mansioni d’ufficio.’ (…)

‘Marito e figlio sono contenti – dice Lorella Morando – Sanno che, anche se non l’ho fatto per loro, traggono beneficio dal mio restare a casa una mattina in più. Per me il vantaggio maggiore è rappresentato dal fatto di non dover salire sul pullman di linea. Non mi piace, soprattutto la mattina, quando è sovraffollato, lento. Sto male anche fisicamente, per il puzzo dei gas di scarico. Per questo aumenterei i giorni di telelavoro’.

(…) ‘Le prestazioni sono ben definite, ripetitive, con scadenze determinate. Vanno affrontate comunque, e con puntualità, indipendentemente dal fato che si operi sul tavolo della cucina o al desk dell’ufficio comunale – commenta il dirigente al personale, Gianfranco Luchino – l’esperienza è utilissima ai fini di eventuali, futuri decentramenti di servizi sul territorio’.

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